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mercoledì 13 ottobre 2010

Precari senza pensione

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La notizia è arrivata e conferma la peggiore delle ipotesi. Rimarrà sotto traccia per ovvi motivi, anche se in Rete possiamo farla circolare. Se siete precari sappiate che non riceverete la pensione. I contributi che state versando servono soltanto a pagare chi la pensione ce l'ha garantita. Perché l'Inps debba nascondere questa verità è evidente: per evitare la rivolta. Ad affermarlo non sono degli analisti rivoluzionari e di sinistra ma lo stesso presidente dell'istituto di previdenza, Antonio Mastrapasqua che, come scrive Agoravox, ha finalmente risposto a chi gli chiedeva perché l'INPS non fornisce ai precari la simulazione della loro pensione futura come fa con gli altri lavoratori: "Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale".
Intrage scrive che l'annuncio è stato dato nel corso di un convegno: la notizia principale sarebbe dovuta essere quella che l'Inps invierà, la prossima settimana, circa 4 milioni di lettere ai parasubordinati, dopo quelle spedite a luglio ai lavoratori dipendenti, per spiegare come consultare on line la posizione previdenziale personale. Per verificare, cioè, i contributi che risultano versati.
La seconda notizia è che non sarà possibile, per il lavoratore parasubordinato, simulare sullo stesso sito quella che dovrebbe essere la sua pensione, come invece possono già fare i lavoratori dipendenti. Il motivo di questa differenza pare sia stato spiegato da Mastrapasqua proprio con quella battuta. Per dire, in altre parole, che se i vari collaboratori, consulenti, lavoratori a progetto, co.co.co., iscritti alla gestione separata Inps, cioè i parasubordinati, venissero a conoscenza della verità, potrebbero arrabbiarsi sul serio. E la verità è che col sistema contributivo, i trattamenti maturati da collaboratori e consulenti spesso non arrivano alla pensione minima.
precari, i lavoratori parasubordinati come si chiamano per l'INPS gli "imprenditori di loro stessi" creati dalle politiche neoliberiste, non avranno la pensione. Pagano contributi inutilmente o meglio: li pagano perché l'INPS possa pagare la pensione a chi la maturerà. Per i parasubordinati la pensione non arriverà alla minima, nemmeno se il parasubordinato riuscirà, nella sua carriera lavorativa, a non perdere neppure un anno di contribuzione.
L'unico sistema che l'INPS ha trovato per affrontare l'amara verità, è stato quello di nascondere ai lavoratori che nel loro futuro la pensione non ci sarà, sperando che se ne accorgano il più tardi possibile e che facciano meno casino possibile.
Quindi paghiamo i nostri contributi che non rivedremo sotto forma di pensione. Se reagiamo adesso, forse, abbiamo ancora la speranza di una pensione minima.

dal sito   http://contintasca.blogosfere.it/2010/10/inps-e-ufficiale-i-precari-saranno-senza-pensione-silenzio-dei-media-o-scatta-la-rivolta.html

giovedì 22 luglio 2010

Liberiamoci dei liberisti



un codice a barre con i 
numeri centrali sostituiti dalla parola SLAVE

Tagliate, tagliate, tagliate!

Il coro che si alza, giorno e notte, in Italia, come una nebbia che oscura e ottunde le menti, è il Coro dei Tagliatori. Questo coro è composto da una moltitudine di genti, le più varie e variopinte, tutte inneggianti e plaudenti al Taglio Nuovo Prossimo Venturo. Tutti a fare a gara nel suggerire il Taglio Più Grande, il Taglio Più Spettacolare, il Taglio che possa far entrare il fortunato nel Guinness dei Primati dei Tagli Suggeriti Ancorché Non Effettuati. Questi tagliatori sembrano anelare ad una nuova spesa tolta come un astinente ad un orgasmo, tanto che verrebbe da interrogarsi sul rapporto sadico che li lega ad una simile pratica.

Chi rompe paga?

Se mentalmente scorriamo i titoli dei giornali degli ultimi due anni, gli anni della Crisi, notiamo come questi tagliatori siano passati da una terminale euforia & lieve preoccupazione (però da accantonare subito, per non sciupar la festa) ad un pressante silenzio, ad un urlare scomposto "che gli Stati mettessero mano al portafogli" per "vivaiddio fare qualcosa che almeno si rendessero utili una volta ogni tanto!", per poi silenziosi e speranzosi, con le dita tutte incrociate, attendere l'esito degli incontri tra Governi e chiedere a gran voce ancora più spesa, ancora piu' soldi per salvare il Sistema, evitare il tracollo, per non finire come palazzi minati alle fondamenta che sbriciolandosi cadono su se stessi, sebbene un attimo prima sembrassero troppo grandi per poter anche solo vacillare.

E adesso questo coro, dopo che i soldi son stati spesi, che le banche son state salvate, che le risorse dei cittadini sono evaporate nel tentativo di domare l'incendio, torna a chiedere, a invocare (ad inveire quasi) nuovi tagli per sanare quei bilanci degli Stati che si son fatti più pesanti per salvare, appunto, con centinaia di miliardi di euro, proprio quelle banche, indecentemente indebitate, che erano il simbolo del nuovo Turbo Capitalismo.

E questi tagli (alle tasse, alle spese, a tutto purché si tagli) cosa andranno a sottrarre ai cittadini? Cosa sovvenziona lo stato che viene tagliato quando si decide di spendere meno per la collettività? Una sola parola, ma più che sufficiente: servizi.

E cosa si nasconde sotto la voce servizi? Tutto quello che lo Stato dà a noi cittadini sotto forma di aiuto, agevolazione, esenzione: asili, mense, sanità, scuola, ecc. E chi è che maggiormente trae beneficio da questi servizi? È presto detto.

Chi ha e chi non ha

Prendiamo il guadagno mensile di un cittadino e vediamo a che percentuale del suo introito corrisponde il servizio erogato...in parole povere una mensa meno cara, il tempo pieno a scuola, i trasporti a costo calmierato potrebbero costare allo Stato, diciamo, circa 200 euro mensili. Ecco, se guadagno 1.000 euro al mese, per me questo aiuto equivale al 20% 1 del mio stipendio mensile.

Prendiamo invece qualcuno di abbiente, un professionista affermato o un piccolo imprenditore, diciamo una persona che guadagni dieci volte più di me, una cifra attorno ai 10.000 euro mensili (non definirei queste persone ricche, ma diciamo benestanti). Per questa persona le cose sono un po' differenti tanto che il taglio incide per il 2% 2.

Per cui il taglio dei servizi dello stato incide su di me che guadagno 1.000 euro al mese per il 20%, mentre incide su una persona benestante per il 2%: su di noi dunque incide dieci volte tanto, il 1.000% in più! Una differenza notevole, senza parlare poi di chi ricco lo è davvero.

Ma facciamo un passo avanti.

Mettiamo che io debba pagare un affitto mensile, diciamo 400 euro. A questo punto me ne resteranno disponibili per spese, bollette, la vita in generale circa 600.

Se faccio nuovamente i calcoli vedrò che adesso i tagli dello Stato incidono su quella che è la mia reale capacità di spesa, assolto l'obbligo imprescindibile di pagarmi il tetto sulla testa, per un pesantissimo 33% 3, un terzo...200 euro sembrano pochi per lo Stato, ma diventano molto importanti per me!

Cosa succede al nostro benestante se applichiamo la stessa formula? Supponiamo lo stesso affitto, anzi qualcosa in più 700 euro: sul professionista il taglio incide sempre per il 2% 4.

Praticamente per lui la situazione resta identica. Adesso la differenza tra me e lui è 33% contro 2%: l'impatto che ha su di me il taglio ai servizi è quindi del 1.650% in più!

Capite dunque come questi tagli che colpiscono la popolazione, colpiscono si tutti, ma non su tutti hanno gli stessi effetti. Il tentativo è sovente quello di collegare la parola tagli al miglioramento della finanza pubblica, nascondendo dietro questo schermo il peggioramento delle condizioni di vita dei cittadini che simili scelte sempre comportano.

Il risultato che si ottiene (e a volte verrebbe da chiedersi se sia proprio casuale) è quello di ampliare il divario tra chi ha e chi non ha e, in una vicenda come quella italiana, con uno stato sociale per larga parte assente (quello che ti sostiene economicamente fino a quando non trovi un nuovo lavoro) e un livello dei salari tra i più bassi d'Europa 5, queste scelte provocheranno "morti e feriti" soprattutto in una precisa metà del campo.

Uno spettro si aggira per l'Europa?

La distribuzione della ricchezza, sempre più nelle mani di pochi, porta con sé il problema di chi ha beneficiato della globalizzazione e cosa abbiamo guadagnato nell'avere beni di consumo a prezzi inferiori se questo ha coinciso con la perdita di diritti sul lavoro, con la precarietà, con la perdita del potere di acquisto e con stipendi più bassi. È un chiaro segnale che qualcuno ha di sicuro guadagnato dallo spingere il mondo in questa direzione. E qualcun altro no.

Alla London School of Economics, a Londra, nel cuore della Finanza Europea e Mondiale, è quotidiana la riflessione sul Capitalismo, sui suoi eccessi, sugli effetti del liberismo, sulla mancanza di regole adeguate (e di chi adeguatamente le faccia rispettare), su cosa si può e su cosa si deve fare per non trovarci nuovamente sull'orlo dell'Armageddon Finanziario. Ci si interroga dunque sul sistema stesso: non solo ciò che è nella scatola dunque, ma la scatola stessa è sotto osservazione, per non dire sotto accusa. La si accusa di essere diventata, alla fine, una trappola per topi.

Avete sentito echi di questo dibattito in Italia? Chiunque tenti una simile riflessione viene tacciato di Comunismo, come se Marx non fosse in questo momento il filosofo/economista più riletto e citato del globo, nel tentativo di recuperare strumenti interpretativi che si diceva fossero oramai inutili e che invece sembrano oggi apparire più acuminati che mai. E questo perché la lotta ideologica è meno pressante fuori dai nostri confini. Dove nessuno vuol resuscitare il comunismo, ma dove ci si rende conto sempre più che il Sistema ha dei problemi e che ignorarli è una scelta che la prossima volta potremmo non essere così fortunati da poter raccontare.

Da noi, invece, hanno posto solo gli economisti liberisti, quelli con una soluzione, sempre la stessa, buona per tutte le stagioni, la cui ricetta per potersi insediare nelle menti di chi potrebbe ricevere solo svantaggi dalla sua attuazione, deve essere ripetuta come un mantra, costante, ossessiva: tagliare, privatizzare, liberalizzare, tagliare, privatizzare, liberalizzare. Questa è la strada lastricata d'oro. Dove però per liberalizzare, in Italia, si intende non introdurre più mercato, ma togliere diritti ai lavoratori. Dove per privatizzare, in Italia, si intende vendere monopoli pubblici ai privati. E dove per tagliare, in Italia, si intende togliere i servizi ai cittadini e costringerli a pagarli di tasca propria.

Le colpe

Economisti che dopo un periodo di silenzio a capo chino, tornano fuori, ancora non baldanzosi come prima, ma sempre con la stessa teoria, sempre con la stessa prospettiva, come i più frusti dei trinariciuti comunisti, sempre obbedienti, sempre fedeli alla linea, nonostante l'evidenza.

Per loro l'unica via praticabile è la distruzione sistematica dei diritti acquisiti, in una corsa al massacro verso il basso. Un ballo che non si può fermare dove i disperati saranno costretti a ballare e ballare e ballare perché solo i più forti resisteranno e potranno alla fine ottenere qualche briciola e gli altri cadranno stremati e sfiancati come bestie da soma sotto un sole che non conosce pietà.

E un giorno, tuttavia, anche loro dovranno essere chiamati a rendere conto pubblicamente, in un dibattito aperto e senza reticenze, del sangue che gli imbratta le mani: che le loro teorie hanno rovinato la vita di milioni di persone e se non hanno personalmente premuto il grilletto, le loro armi teoriche hanno dilaniato carni vive e vere.

Viene da chiedersi a volte se qualcuno si ricorda che la società è fondata su di un patto tacito e non vi è scritto da nessuna parte che i cittadini debbano accettare la perdita di diritti, il peggioramento della qualità di vita, la perdità di prospettive senza colpo ferire, in silenzio, immolati alla causa del Capitalismo Globale che renderà i suoi favori solo ai Sacerdoti del suo culto: che non si è mai visto un dio preoccuparsi dell'animale ad egli offerto in sacrificio.

Ricordate che un vitello è un vitello è un vitello. Niente più di quello e ce ne sono molti. Tutti sacrificabili. Tutti uguali.


Note
  1. ^cioè: 200/(1.000/100)= 20% - la formula è [spesa servizi / (reddito disponibile / 100)]
  2. ^cioè: 200/(10.000/100)= 2%
  3. ^cioè: 200/(600/100)= 33,33%
  4. ^cioè: 200/(9.300/100)= 2,15% 
tratto dal blog a naked view   http://www.anakedview.com/liberiamoci_dei_liberisti.html

venerdì 16 luglio 2010

Indice di povertà

Ed è un sistema che regge, e che andrà implementandosi. Si arricchiranno sempre più i ricchi e si impoveriranno e ammaleranno sempre più gli sfigati. Un disoccupato che tenta il suicidio ma viene salvato contro la sua volontà, è un ottimo consumatore forzato di strutture e psicofarmaci. Serve il sistema meglio di un impiegato modello. Suo malgrado. Quindi l'oligarchia di criminali che governa parlamento ed economia, starà sempre meglio. Chi resiste diventa uno schiavo paleo-medievale, chi non ce la fa, aiuta case farmaceutiche e dottorini di cialtronissima utilità. Lo stesso vale per la violenza contro le donne: è per questo che non si fa niente per evitarla. Serve di sfogo agli schiavi, e ne beneficia il sistema di repressione-spaccio e controllo. Un sistema che, per i nostri sciacalli mafiosi, non fa un grinza.
Hissa H.








Peccato che la povertà comporta rischi di ricatto "politico" ancora più alti, con la conseguenza che il voto lo si vende e lo si compra ancor più facilmente e a buon mercato. Ma in fondo tutti meritiamo qualcosa per essere stati distratti o compiacenti, dimenticando diritti e doveri in cambio di favori di basso profilo. Ergo: i ricchi meritano di essere ricchi e di sopraffare i poveri, e i poveri meritano di essere poveri ed essere sopraffatti dai ricchi.
Io che sono povero, un punticino di gradimento in più lo assegno ai ricchi e ai soprafattori, perchè sono stati i poveri fondamentalmente che ci hanno inflitto tutto quello che stiamo passando per becero tornaconto e se avessero almeno un pò di dignità, anzichè impiccarsi dovrebbero impiccare. Ma sono poveri, anche nella fierezza e nel coraggio e la corda intorno al collo e' il massimo a cui possono aspirare...sempre ammesso che se la possano permettere una che regga bene il peso.

Renzo Coscia 
la gente si vergogna , si demoralizza ,si nasconde ,
perde fiducia , coraggio e crolla ....depressione , suicidio...
gli animali che sopravvivono , uniscono le forze, vanno compatti ....anche gli insetti...
quando le formiche uniscono le loro bocche possono trasportare un elefante...
non si deve accettare di vivere cosi'..
Tinazzi da repubblica.roma.cronache di oggi: BRAVI ROMANI A SCEGLIERE IL PDL...ADESSO SI COMINCIA A PAGARE...ED è SOLO L'INIZIO...
Arriva la tassa sul matrimonio
100 euro per sposarsi in Comune
La giunta Alemanno vara una serie di ulteriori rincari per i romani. Persino il matrimonio civile celebrato in Campidoglio, che i residenti della Capitale non hanno mai pagato, ora costerà 100 euro. Aumentano poi i biglietti di tutti i Musei Capitolini. Un certificato urbanistico passa da 60 euro a 100 euro, per le spese di segreteria di una visura si passa da 12 a 50 euro. Una Dia costava 121 euro mentre ora 250
Paolo B.

mercoledì 14 luglio 2010

L'Italia è morta

Oggi l'Italia è semplicemente quello che gli italiani l'hanno fatta diventare.
Un paese a nostra immagine e somiglianza.
Basta con il solito pensiero ipocrita che sostiene che la maggioranza degli italiani è gente onesta.
È una balla, perché se così fosse ci saremmo scrollata di dosso la classe politica che ci rappresenta già tanti anni fa.
Questo è un paese morto o che ha scelto scientemente come morire, ed in un periodo in cui l'eutanasia è argomento scottante può anche essere un merito, l'unico.
Camillo Andreieri

martedì 13 luglio 2010

Il Vaticano

Il Vaticano ha le mani in pasta dappertutto. Ecco perchè il Papa e la sua chiesa vengono osannati in questo paese mafioso. La vera cupola è il cupolone!
-FUNZIONARI VATICANI, BP E GOLDMAN SACHS-
http://cafedehumanite.blogspot.com/2010/07/funzionari-vaticani-bp-e-goldman-sachs.html
Leggete e diffondete
Erminia S

Il popolo contro

In un Paese dove la logica si è ribaltata, dove la guerra si chiama missione di pace e i morti effetti collaterali, dove i magistrati onesti vengono cacciati e i disonesti promossi, dove le leggi che proteggono i mafiosi vengono spacciate per leggi indispensabili agli italiani, dove faccendieri formano società segrete per sventrare la nazione, dove manager pagati milioni per salvaguardare le imprese le fanno fallire, dove si distrugge il territorio per arricchire le cosche, dove i campi di grano devono lasciare posto a inutili ipermercati e oltretutto costringendo la popolazione a pagarne i servizi. Un mondo dove la conoscenza è diventata inutile e si cancella la ricerca, dove laurearsi non serve perché costretti a non lavorare mai. Tutto si è ribaltato tranne la popolazione rimasta statica, ancorata ad assurda e cieca obbedienza di regole contro, un rispetto per lo Stato a senso unico perché lo Stato disprezza apertamente il popolo. Il popolo non è mutato e da secoli continua a rispettare quelli che considera superiori. E' folle! Non si può continuare a rispettare chi detiene il potere beneficiando spudoratamente sé stesso a danno del Paese. In questo mondo all'incontrario è sacrosantamente giusto rovesciare questo atteggiamento supino e subordinato e prendere coscienza, che non è più accettabile che un pugno di uomini, distrugga la vita di milioni di uomini. E' necessario adeguarsi ai tempi. Non esiste rispettare potenti che disprezzano noi, non esiste che organi di governo depredano il Paese e il popolo resti a guardare. Si impone una rivolta, Il popolo deve imparare a disobbedire a non rispettare quando non si viene rispettati. Essi sono cambiati, adesso tocca a noi cambiare con le buone o con la forza.
IL POPOLO DEVE ESSERE CONTRO LO STATO QUANDO LO STATO E' CONTRO IL POPOLO!

domenica 4 luglio 2010

ABBIAMO TOCCATO IL “FONDO”

Siamo un paese da terzo mondo che dovrebbe chiedere gli aiuti umanitari e non possiamo in alcun modo permetterci di partecipare alla creazione di fondi.
Quando un paese “ricco” (in base a quali parametri non è dato sapere) decide di destinare una parte dei propri soldi alla comunità europea, la casalinga di Voghera capisce che ne abbiamo tanti e tali da poter passare per benefattori.
Le cose – nella pratica – sono completamente diverse. L’Italia come molte nazioni per far fronte a questi impegni, si assume degli oneri che fa gravare ai cittadini, Preleva dalle nostre tasche 100 e ci ritorna 1.
Questo stesso 1 viene messo da parte in attesa delle elezioni politiche; un jolly da giocare al
momento giusto per un pungo di voti e di posti di lavoro. Lavori a progetto, stage, corsi di formazione e altro ancora.
Se molti stati potessero presentare mostrare i loro conti, l’opinione pubblica si renderebbe conto che in europa i soldi non esistono più. I soldi sono scomparsi.
Come del resto è noto a tutti esiste la vendita del debito; del pagherò a rate; della cambiale di Totò e del compri oggi e paghi tra 25 anni .
Questa dei fondi è una presa per i fondelli concome il gioco delle tre carte. Nella prima carta i soldi ci sono, nella seconda ci trovi il simbolo $$$$$ e nella terza un dito medio.
E visto che – come dice Tremonti – i derivati sono tornati a livelli del 2008 un bel mantra ci potrebbe stare:
“NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO….FORSE! “
OOOOOHHHHHMMMMM!!!!!!!!!!!
Baci

Il malato terminale

Infondo è vero!
Sono almeno 10 se non 20 anni che si sentiva dire
dell'arrivo di una grave crisi economica, e dal
2008 è arrivato soltanto l'aperitivo.
L'italiano non ce la fa più, è un malato grave
che in cuor suo sa di dover morire, e come molti
malati terminali, da un lato si disperano ma
dall'altro non perdono mai la speranza data
dalle frottole di un cura miracolosa last minute.
Ecco il perchè vediamo le spiaggie piene, e il
perchè le persone continuano ad indebitarsi e
non si preoccupano più del futuro, sanno di non
averne uno, e allora che fanno? Si puniscono con
la moderna fustigazione, formata da 30-40 km
di coda sulle maledette autostrade ogni schifoso
e stramaledetto week-end, e la tv ci frantuma la
sacca scrotale ogni cazzarola di venerdì stando
ben attenti a ricordarci che è in atto il solito
esodo di allegri vacanzieri sempre rigorosamente
9 milioni di persone, non 1 in più non 1 in meno.
E ogni volta chi rimane a casa, perchè non ce la
può fare o perchè preferisce risparmiare davvero,
si sente una piccola merda, e allora guarda i
propri cari negli occhi e scandisce la solita
frase: "ok, ma vedrete che a settembre succederà
il peggio, si troveranno le fabbriche chiuse e
faranno la fame, noi invece tireremo avanti
ancora".
Sono passati già alcuni "settembri", ed ogni
anno che passa è logicamente peggiore del
precedente, ma l'aspettazione di chi non ce la fa
più è struggente, come quella di chi continua
a dire che qualcosa deve succedere, che non si
può andare avanti così, o come chi avvisa gli
altri ti stare all'erta, di non farsi prendere
per il culo dalla politica e dalle continue e
spudorate menzogne mediatiche.
A chi patisce, A chi non ce la fa più, A chi si
ha paura, a chi lotta per la verità dico:
L'italia era un grande ventilatore al quale hanno
staccato la spina, non si è fermato di botto, ma
lentamente si sta fermando e non fa più aria.
Riattaccare la spina è gratis, ma siccome il
mondo è basato sul denaro, nessuno si muoverà.
Moreno Corelli

venerdì 2 luglio 2010

Morire prima di andare in pensione

Quello che ancora non riesco a capire,e forse non lo capirò mai  è perchè gli Italidioti nonostante tutte le prese in giro che continuano a propinargli,i vari illustrissimi esponenti dei vari partiti,blu rossi,verdi,ecc...ecc...,non si incazzino veramente,e comincino a capire la loro condizione sociale,una condizione che velocemente sta veleggiando verso la schiavitù totale,che sfocerà inevitabilmente in una guerra tra poveri.Sto parlando del progressivo innalzamento dell'età pensionistica,che ben presto sfocierà in un annullamento della pensione stessa.Prendiamo un ragazzo,che finisce gli studi all'età di 25 anni,e si affaccia al mondo del lavoro,tra stage,contratti interinali,e compagnia bella,ha davanti tre,quattro anni di precariato,e siamo già arrivati a trent'anni  
attualmente ha davanti a se quarant'anni di contributi per andare in pensione,e siamo arrivati a settanta,e questa è una previsione ottimistica.Ma è possibile,che nessuno si accorga di questo futuro che spetta a tutti i nati dopo il 1970?Tutti tranquilli, a faticare e pagare i contributi per mantenere tutti i pensionati andati in pensione a cinquant'anni,tutti ad ammirarsi il tv al plasma,vantandosi con gli amici,e tutti a fare a gara per scoprire quale telefonino sia più alla moda.Purtroppo,tutte queste persone si accorgeranno troppo tardi di quello che gli capiterà in futuro,quando verranno meno i veri ammortizzatori sociali,cioè i genitori,e quando senza più genitori, vecchi ,stanchi e ammalati,all'età di sessantanove anni,non avranno ancora diritto alla pensione,sempre che nel frattempo non subentrino periodi di disoccupazione,e sempre che il requisito alla pensione rimanga ai quarant'anni di contributi.(cosa poco probabile).Praticamente nei prossimi quarant'anni si compierà il disegno ben studiato e voluto da qualcuno,per farci lavorare fino alla morte.

giovedì 1 luglio 2010

Beppe Grillo commenti

Gli italiani sono i colpevoli, non tutti, ma la maggioranza assoluta certamente sì. Meritano quello che hanno e forse anche di più."
io sono oramai ANNI che ho realizzato che il mio vero nemico non è nè B. nè i suoi compagni di merende, e nemmeno la mafia, la camorra, la peste, le cavallette, le carestie, la chiesa...
no, nessuno di questi.
il mio nemico è l'IGNORANZA e la BECERAGGINE DI QUESTO POPOLINO DI INVERTEBRATI.
se non siete d'accordo fatevi un giro nel weekend in una spiaggia affollata a scelta e appizzate le orecchie.
sentirete dei discorsi che con la cultura, la civiltà e l'intelligenza non hanno NIENTE A CHE SPARTIRE...cellulari...ricariche e promozioni...l'abitino griffato, il plasma il calcio e l'anima de li mejo mortacci loro.
davide lak (davlak)


A leggere questo blog, si capisce perche' gli italiani si sono consegnati mani e piedi ad un mercante mafioso e piduista.
Sono un popolo incapace di intendere e volere
...
Perche' l'italiano di destra e' cosi' coglione?
Perche' se l'italiano di destra ascolta Scajola quando dice di avere avuto la casa gratis senza saperlo, egli ci crede, ci crede davvero?
Perche' un finlandese conservatore si sentirebbe offeso a tal punto da andare a bruciare quella casa di merda, se fosse un elettore di Scajola, mentre l' italiano di destra non fa una piega?
Perche' l'italiano si' e il finlandese no?
Perche'?
Perche' l'italiano di destra ha perso il senso del ridicolo ?
---
Perche' l'italiano di destra ha cosi' scarsa considerazione di se' ?
Perche' se ascolta una mezza calza come Brancher, quando dice "io sono una persona semplice, abbiamo perso i mondiali e se la prendono con me..", l'italiano di destra non fa una piega?
Perche' non si chiede "io mi merito questa gente?"
Perche' uno spagnolo reagirebbe in modo completamente differente, pretendendo governanti migliori, o almeno piu' intelligenti, che almeno non facciano figiure di merda?
Perche' l'italiano di destra ha cosi' poco rispetto per se stesso, e non chiede di piu' ?
Perche' ?
....
Perche' l'italiano di destra e' cosi' stronzo ?
Perche' un italiano si' e un inglese no ?
Perche' un inglese non voterebbe mai uno Scajola, o un Previti, o un Cuffaro ?
Perche' ?
....
ah, si', la lega, i leghisti, me li ricordo.
Nei mitici anni 90 nel mio paese, volevano il parco dei celti. Una capanna con un pupazzo con l'elmo e le corna.
Poi hanno puntato in alto, hanno voluto l'aeroporto piu' inutile del mondo.
Intanto la loro padania del cazzo si e' riempita di svincoli, ponti, rotatorie, tangenziali intorno a cascine, centri commerciali pieni di stronzi che votano berlusconi e sbavano per un mega TV a 45 pollici...
ah gia', il loro amore per le "tradizioni"...
patacche.
el picafior
Fabrizio G (el picafior) 30-06-10
tinazzi ., Albano Laziale                                                                                                                                                                                                                                   

mercoledì 30 giugno 2010

Lizzie storia Velasquez (la ragazza che deve mangiare ogni 15 minuti per rimanere in vita

APPELLO DI MOBILITAZIONE CONTRO IL RAZZISMO E LA VIOLENZA SUL LAVORO!



Ieri, martedì 29 giugno, una lavoratrice migrante della Pollo Del Campo, Ba 
Madame, impiegata nello stabilimento da 6 anni, regolarmente assunta e 
residente in Italia, è stata insultata, spintonata, percossa e non ultimo 
offesa profondamente sputandole addosso, dal direttore della fabbrica, dopo che 
il caporeparto l’aveva accompagnata nell’ufficio del dirigente per un richiamo.

Non è di certo una novità che sul posto di lavoro si consumino atti di 
spregevole razzismo e atteggiamenti fascisteggianti nei confronti dei 
dipendente che vengono visti, oggi più che mai, come i servi costretti da un 
sistema dissanguante, a subire condizioni di lavoro e di vita disumane, pur di 
sopravvivere, o di restare in questo paese, o di non finire in un lager di 
stato (CIE), non è una novità ma non deve per questo diventare abitudinario 
chinare il capo contro queste porcate!

Da Rosarno a Pomigliano, da Milano a Santa Sofia, lo sfruttamento dei padroni 
si fa sempre più esplicito, arrogante, umiliante e incontrastato, perchè anche 
quelle forze che politicamente credevamo ci potessero sostenere (sindacati, 
opposizione) sono, alla meglio, silenziosi spettatori, alla peggio, complici 
del sistema di persecuzione dei lavoratori, in un ottica di asservimento 
totale, senza colore politico, delle masse povere e dimenticate da tutti.

Oggi a Ba, domani potrebbe accadere a te!! E se non ci fosse nessuno a gridare
con te la rabbia, la necessaria sete di giustizia, il dignitoso desiderio di un 
riscatto??!! NON CADIAMO NELL’INGANNO SUBDOLO DEI POLITICANTI CHE CI VOGLIONO 
DIVISI, IN GUERRA TRA POVERI: LA CAUSA DELLA POVERTà CRESCENTE, DELL’
IMMIGRAZIONE, DELLA DISOCCUPAZIONE NON SONO I MIGRANTI, è IL SISTEMA ECONOMICO 
CREATO, SOSTENUTO, ESPORTATO, DIFESO DAI “GRANDI DELLA TERRA”!! QUELLO è IL 
VOLTO DEL NEMICO, IL VOLTO DEI LAVORATORI MIGRANTI è IL VOLTO DEI NOSTRI 
FRATELLI E SORELLE.

Sabato 3 luglio, alle 11:45 ci troviamo al parcheggio dello stadio di Forlì, 
per partire insieme (lavoratori, migranti, italiani, studenti: popolazione 
civile senza etichette) e raggiungere lo stabilimento della Pollo Del Campo per 
un presidio di protesta, volantinaggio, sostegno a tutti/e quei lavoratori e 
quelle lavoratrici che subiscono quotidianamente ricatti, condizioni di lavoro 
durissime, umiliazioni e per timore del licenziamento tacciono di fronte a 
tutto.

Collettivo Autorganizzato di Solidarietà.
Per info: HYPERLINK "mailto:lab.immaginista@autistici.org" lab.
immaginista@autistici.org – HYPERLINK "mailto:agif.forli@yahoo.it" agif.
forli@yahoo.it 


DIFFONDETE!!!!!!!
CI VEDIAMO ALLE 11 E 45 SABTO 3 LUGLIO AL PARCHEGGIO DELLO STADIO!!!
LA SOLIDARIETà è UN'ARMA:USIAMOLA!!

martedì 29 giugno 2010

L'italia va in Waka - Mondiali 2010 by Maxino.net - Parodia Shakira

lunedì 28 giugno 2010

Aiuto....sono un invalido!

Con la tanto discussa manovra economica,della quale tutti i falsi media di parte stanno dando risalto in questi giorni,il governo ancora una volta si attacca dove è più facile attaccarsi ,dicendo che la fetta più grossa della manovra l'avrebbero pagata i falsi invalidi e gli evasori.Ma secondo la mia modesta opinione,la manovra la pagheranno gli invalidi veri,già relegati a livello di straccioni,con un trattamento economico della bella cifra di 254 euri tondi,uno dei trattamenti più basso del mondo.Perchè colpirebbe i veri invalidi?perchè con l'innalzamento della soglia percentuale dall'attuale 74 per cento all'85 per cento,non solo non avrebbe alcuna influenza sui falsi invalidi,ma punirebbe tutte quelle persone che lavorano onestamente,che a causa  di una malattia,vengono espulsi dal mondo del lavoro,e in molti casi non raggiungerebbero la soglia minima,venendo di fatto accollati esclusivamente sulle già  disastrate finanze della famiglia.Significa che queste persone sarebbero troppo malate per lavorare ma non abbastanza  per essere assistite economicamente dallo stato.Il risparmio dello stato sarà assolutamente irrilevante,ma per gli interessati sarà una perdita devastante.Per quanto riguarda la lotta all'evasione è da quando sono nato che ne sento parlare,ma continuo a vedere gente che non rilascia la fattura,gente con conti esteri ,e pensionati che continuano a lavorare in nero.

Legge bavaglio: il 1 luglio manifestazione nazionale

"L’ultimo grido della moda-bavaglio è quello enunciato dal senatore Centaro a Lilli Gruber: il divieto di pubblicare intercettazioni è un favore fatto ai giornalisti, per incitarli a quelle belle inchieste di una volta, rinunciando al «copia e incolla» giudiziario che li avvilisce professionalmente. Insomma, lo fanno per il nostro bene, come dicevano un tempo i genitori maneschi tirando sberle.".
(da L`Unità: "Bavaglio? un favore ai giornali")

E intanto che ci tocca sentire queste cose possiamo iniziare a prepararci alla manifestazione che si terrà il 1° luglio a Roma. Si tratta di una grande mobilitazione per dire no al disegno di legge Alfano, che ostacola il lavoro di magistrati e giornalisti e rende i cittadini meno sicuri e informati.

Un’iniziativa a difesa della Costituzione, per dare voci ai tanti soggetti e temi che rischiano l’oscuramento.

L’appuntamento è per giovedì 1° luglio alle ore 17.00 a piazza Navona.

Il volantino è qui: http://www.nidil.cgil.it/files/20100701_Volantino_LibertaInfo.pdf
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Fonte :

IL DIRITTO AMBIENTALE NELLA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI UMANI? FIRMA ANCHE TU!


ROCK INSIDE non-profit lancia la raccolta firme per chiedere alla comunità internazionale di inserire il “Diritto Ambientale” nella Dichiarazione Universale delle Nazioni Unite del 1948.
Ecco l’appello:
 per favore, firma la petizione di ROCK INSIDE per l`introduzione del Diritto Ambientale nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle U.N. del 1948.  Entro la fine dell’anno, faremo pervenire la richiesta alle Nazioni Unite di New York.
 Lo hanno già chiesto in un video per ROCK INSIDE : Claudio Baglioni, Sergio Muniz, Tiziano Ferro, Lilli Gruber, Massimo Ranieri, Gigi Proietti, il premio Nobel per la pace Lech Walesa, Maurizio Costanzo (www.youtube.com/watch?v=uAB0ofxeUyI).
UNISCITI A NOI! ANCHE IL TUO CONTRIBUTO E` IMPORTANTE!
 Manda una mail a: info@rockinside.it con scritto: "Sottoscrivo la petizione del "Permanent Forum for Environmental Rights" di ROCK INSIDE non-profit per l`introduzione del Diritto Ambientale nella Dichiarazione Universale delle U.N. del 1948 - Acconsento al trattamento dei dati personali ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. n. 196/2003, e successive modifiche ed integrazioni." INDICARE IL PROPRIO NOME, COGNOME, E CITTA` DI RESIDENZA. GRAZIE.
 Ti preghiamo di far girare più possibile questo messaggio.

 Lo staff di ROCK INSIDE
 independent non-profit organization
 www.rockinside.it

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Fonte :  

Chicca

MERCATO LIBERO

MERCATO LIBERO

domenica 27 giugno 2010

Lucciole sì, ma non più schiave: proposta l’abrogazione della legge Merlin

Posted in Bazzecole - notizie e articoli
prostituzioneEra il 20 settembre 1958 quando, con l’entrata in vigore della legge Merlin, in Italia venivano definitivamente chiuse le case di tolleranza. La serrata dei bordelli era diretta conseguenza dell’abrogazione della regolamentazione della prostituzione che, ereditata dalle varie legislazioni preesistenti all’Unità, era stata adottata dal neonato Regno d’Italia nel 1860.
Nonostante gli intenti originari di Lina Merlin, senatrice socialista e ideatrice della legge, fossero quelli di sferzare un duro colpo allo sfruttamento della prostituzione, la chiusura dei ‘casini’ ha sortito un effetto contrario ai suoi desideri, agevolando la pratica dello sfruttamento che poi, negli ultimi 10-15 anni, è esplosa grazie al fenomeno dell’immigrazione.
Dal 1948, anno in cui la Merlin presentò il suo primo disegno di legge, ad oggi, il numero stimato di prostitute è passato da 3mila a 70mila e la prostituzione è diventata un giro di affari miliardario a uso e consumo della criminalità organizzata. Le schiave del sesso, sfruttate dai loro aguzzini, non hanno alcuna tutela né giuridica né sanitaria, con conseguenze che possono essere devastanti per tutta la popolazione, visto che si parla di un giro di 9 milioni di ‘clienti’. Ma intanto è salva, secondo la formula ‘vizi privati e pubbliche virtù’ che tanto piace nel nostro Paese, la morale di uno Stato che non si sporca le mani a legiferare sul mestiere più antico del mondo. Come dice Mara Carfagna, ministra delle Pari opportunità e novella puritana, “Lo Stato non può sostituirsi allo sfruttatore in questo losco mercato”. E dunque, lasciamo le prostitute in balia di criminali senza scrupoli, magari malate e drammaticamente sole.
In piena ottica demagogico-bigotta, è stata proprio la ministra a proporre regole più ferree per la prostituzione in strada, ignorandone completamente, come se non esistessero, i drammatici  retroscena. Imponendo alle prostitute un abbigliamento più ‘casto’, avrebbe risolto il problema delle lucciole metropolitane. L’importante è che la nostra vista, quando passeggiamo, non sia oltraggiata da seni e sederi in bella mostra. Ciò che comunque accade a una qualsiasi di quelle ragazze, che sembra aspettino l’autobus e invece sono in attesa del prossimo ‘acquirente’, non è materia su cui lo Stato debba intervenire.
Neanche l’argomento economico pare smuovere più di tanto le coscienze, eppure l’indotto per lo Stato sarebbe tutt’altro che irrilevante. Un guadagno per l’Erario e, contemporaneamente, una formidabile stoccata alla criminalità organizzata, con buona pace di principi morali che, la storia dell’umanità insegna, sarebbero sempre e comunque disattesi.
Ma qualcosa si sta finalmente muovendo, e ciò che più rincuora, da rami diversi del Parlamento.
Due le proposte in campo al momento. Lucio Malan, senatore del Pdl, propone un emendamento alla Manovra finanziaria e Donatella Poretti e Marco Perduca, senatori radicali, propongono sia un emendamento alla Manovra sia un disegno di legge.
Lina MerlinI punti cardine delle proposte, molto simili, sono l’abrogazione della legge Merlin, il riconoscimento di servizi sessuali consenzienti e remunerati tra persone maggiorenni, il controllo sanitario delle persone e dei luoghi in cui si esercita, l’assoggettamento delle prestazioni al regime fiscale vigente per le libere professioni e la copertura pensionistica delle ‘lavoratrici’.
A questi, Malan aggiunge anche la tutela della libertà della persona che si prostituisce e l’obbligatorietà del preservativo nei rapporti mercenari.
Linee semplici e chiare, che partono da un principio scontato: chi si prostituisce per propria volontà lo farà sempre e comunque, qualsiasi sia la legislazione vigente in merito. Che lo faccia, allora, sotto tutela legislativa e sanitaria e che paghi le tasse allo Stato come un qualunque altro lavoratore.
E’ ovvio che la regolamentazione della prostituzione non sia la panacea del mercato nero del sesso. Ma questo è un problema italiano che va  ben oltre il riconoscimento del ‘mestiere’: il lavoro nero prospera in ogni settore e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo è lontano dall’essere abolito, almeno nel nostro Paese. Basti guardare ai recenti fatti di Rosarno per rendersene conto. Un Paese come il nostro, le cui attività economiche sono spesso controllate dalle organizzazioni mafiose, avrà sempre di questi problemi a meno che non si tolga alla criminalità organizzata il pane stesso di cui si nutre: la clandestinità. E questo vale per l’immigrazione, la prostituzione e il traffico di stupefacenti.
Ma non è solo il giogo criminale, e lo sappiamo bene, l’unica causa del lavoro nero. Una volta regolamentata la prostituzione, non ci sarà alcuna garanzia che le prestazioni si svolgano con debita ricevuta. Ma non è già così per mille altri mestieri, dal dentista all’idraulico passando per la collaboratrice domestica? Il problema del lavoro nero, per sfruttamento o per comodità, è generalizzato e appartiene a un’altra sfera, attenzione a non confonderle.
Per chi afferma, invece, che tassare la prostituzione significhi accettarla moralmente, riportiamo la replica dello stesso Malan: “Qualche anno fa abbiamo messo una sovrattassa sul materiale pornografico: vuol dire che lo riteniamo attività meritoria? Oppure: perché lo Stato non si fa problema alcuno nel gestire casinò e un numero imbarazzante di giochi d’azzardo – dal lotto, al gratta e vinci, alle macchinette mangiasoldi – che rovinano migliaia e migliaia di famiglie?
Insomma, la morale conta poco. Esiste un problema enorme legato allo sfruttamento, uno, non meno rilevante, legato alla prevenzione sanitaria e uno legato all’ingente movimento di capitali clandestini. Dato per acclarato che la prostituzione esisterà sempre e comunque in barba a ogni possibile repressione, esiste altro modo per combattere efficacemente questi fenomeni se non la legalizzazione?
Nell’attesa della discussione parlamentare, attendiamo fiduciosi gli strali vaticani, ai quali seguiranno quelli politici dei quali la ministra Carfagna ci ha già dato un assaggio. O forse la Chiesa, troppo impegnata a leccarsi le ferite per il dilagante perdurare della piaga pedofilia, stavolta avrà almeno il buon gusto di farsi i fatti propri?
Cecilia M. Calamani
fonte/autore [ Cecilia M. Calamani - cronachelaiche.it ] | 27 Giugno 2010

sabato 26 giugno 2010

Il Comune Virtuoso messo fuori legge


Il Comune di Camigliano, in provincia di Caserta, è stato commissariato perché troppo virtuso nella raccolta differenziata dei rifiuti. Sembra un paradosso ma purtroppo è la dura realta.
Antonio Cianciullo, giornalista ambientale di Repubblica nel suo blog ripercorre la cronistoria. "Il sindaco di Camigliano, un comune di 1800 abitanti della provincia di Caserta a nord del Volturno, da alcuni mesi ha avviato la sua contestazione alla legge 26 del 2010 che affida alle società provinciali della Campania la gestione del ciclo dei rifiuti. Un paio di mesi fa il primo cittadino Vincenzo Cenname, in una lettera indirizzata al prefetto di Caserta, spiegava “il comune di Camigliano ha da sempre gestito in forma diretta il servizio della raccolta differenziata avvalendosi di personale e mezzi propri”. La validità di questa scelta ha dato i suoi frutti: nel piccolo comune si è raggiunta un’alta percentuale di raccolta differenziata, senza dover aumentare la Tarsu e liquidando tutte le spettanze con debiti uguale a zero.

A Camigliano la raccolta differenziata è al 65 per cento, ben sopra gli obiettivi di legge. Si fa il compost e si recuperano gli olii usati. La tariffa rifiuti è bassa. Si usano i Led per una parte dell’illuminazione pubblica. E’ stata bloccata una cava abusiva e arginata la cementificazione. Insomma gli abitanti di questo paese possono essere soddisfatti.

Come denuncia l’Associazione dei Comuni virtuosi, per affrontare la cosiddetta emergenza rifiuti in Campania il governo ha emanato una legge specifica per la regione che, in buona sostanza, impone a tutti i Comuni di cedere la gestione della raccolta e smaltimento dei rifiuti a consorzi provinciali. Questo senza nessuna distinzione tra Comuni efficienti e non, tra chi spreca e chi risparmia, tra chi gestisce direttamente e in modo efficace e chi specula e sperpera denaro pubblico. Il risultato è che Vincenzo Cenname, sindaco di Camigliano, dovrà lasciare il posto a un commissario e che i cittadini del paese rischiano di spendere di più. A meno di un ripensamento dell’ultima ora dettato dal buon senso. Evento raro, ma non impossibile.

Durissima la lettera di Marco Boschini, coordinatore dei Comuni Virtuosi, che si dice "profondamente preso in giro, amareggiato".

Camigliano ha dato il buon esempio fino a questa mattina, quando il Prefetto di Caserta, e quindi lo Stato, ha deciso che nella provincia con la più alta densità di istituzioni colluse con il sistema camorristico, fosse giunto il momento di sciogliere il consiglio comunale e mandare a casa il sindaco più virtuoso dell’intera Campania.

"Provo una gran vergogna, nel mio piccolo" scrive Boschini sul blog dei Comuni Virtuosi "ad essere parte integrante di quello stesso Stato che si permette di compiere una nefandezza del genere".

L'arcivescovo di CostantiNapoli



Alla notizia del cardinale di Napoli, Mons. Sepe indagato, a San Gennaro gli si è gelato il sangue...

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certo che è raro che venga indagato un ecclesiastico per un reato che non sia sessuale.

Fonte:http://antologiadiunpaesedegradato.blogspot.com/

venerdì 25 giugno 2010

MONDO LIBERO-Guadagnare senza Padroni: La delusione

MONDO LIBERO-Guadagnare senza Padroni: La delusione: "A quanto pare,i superpagati Dei del calcio italiano,in questo primo scorcio di mondiale,ben hanno rappresentato il nostro Paese,in quanto a ..."

Come scritto in precedenza,mi auspicavo che l'Italia,fedele specchio anche nel calcio di un paese allo sfascio,tornasse a casa,ma non per mancanza in me di spirito patriottico,(non mi sento più un italiano),e questo già da parecchio tempo,ma quanto perchè oramai il nostro paese è debole,nei principi e negli ideali,qui la gente non crede più in niente,e di conseguenza non ci hanno creduto neanche i nostri calciatori.E' finita.

mercoledì 13 ottobre 2010

Precari senza pensione

inpsff.jpg
La notizia è arrivata e conferma la peggiore delle ipotesi. Rimarrà sotto traccia per ovvi motivi, anche se in Rete possiamo farla circolare. Se siete precari sappiate che non riceverete la pensione. I contributi che state versando servono soltanto a pagare chi la pensione ce l'ha garantita. Perché l'Inps debba nascondere questa verità è evidente: per evitare la rivolta. Ad affermarlo non sono degli analisti rivoluzionari e di sinistra ma lo stesso presidente dell'istituto di previdenza, Antonio Mastrapasqua che, come scrive Agoravox, ha finalmente risposto a chi gli chiedeva perché l'INPS non fornisce ai precari la simulazione della loro pensione futura come fa con gli altri lavoratori: "Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale".
Intrage scrive che l'annuncio è stato dato nel corso di un convegno: la notizia principale sarebbe dovuta essere quella che l'Inps invierà, la prossima settimana, circa 4 milioni di lettere ai parasubordinati, dopo quelle spedite a luglio ai lavoratori dipendenti, per spiegare come consultare on line la posizione previdenziale personale. Per verificare, cioè, i contributi che risultano versati.
La seconda notizia è che non sarà possibile, per il lavoratore parasubordinato, simulare sullo stesso sito quella che dovrebbe essere la sua pensione, come invece possono già fare i lavoratori dipendenti. Il motivo di questa differenza pare sia stato spiegato da Mastrapasqua proprio con quella battuta. Per dire, in altre parole, che se i vari collaboratori, consulenti, lavoratori a progetto, co.co.co., iscritti alla gestione separata Inps, cioè i parasubordinati, venissero a conoscenza della verità, potrebbero arrabbiarsi sul serio. E la verità è che col sistema contributivo, i trattamenti maturati da collaboratori e consulenti spesso non arrivano alla pensione minima.
precari, i lavoratori parasubordinati come si chiamano per l'INPS gli "imprenditori di loro stessi" creati dalle politiche neoliberiste, non avranno la pensione. Pagano contributi inutilmente o meglio: li pagano perché l'INPS possa pagare la pensione a chi la maturerà. Per i parasubordinati la pensione non arriverà alla minima, nemmeno se il parasubordinato riuscirà, nella sua carriera lavorativa, a non perdere neppure un anno di contribuzione.
L'unico sistema che l'INPS ha trovato per affrontare l'amara verità, è stato quello di nascondere ai lavoratori che nel loro futuro la pensione non ci sarà, sperando che se ne accorgano il più tardi possibile e che facciano meno casino possibile.
Quindi paghiamo i nostri contributi che non rivedremo sotto forma di pensione. Se reagiamo adesso, forse, abbiamo ancora la speranza di una pensione minima.

dal sito   http://contintasca.blogosfere.it/2010/10/inps-e-ufficiale-i-precari-saranno-senza-pensione-silenzio-dei-media-o-scatta-la-rivolta.html

giovedì 22 luglio 2010

Liberiamoci dei liberisti



un codice a barre con i 
numeri centrali sostituiti dalla parola SLAVE

Tagliate, tagliate, tagliate!

Il coro che si alza, giorno e notte, in Italia, come una nebbia che oscura e ottunde le menti, è il Coro dei Tagliatori. Questo coro è composto da una moltitudine di genti, le più varie e variopinte, tutte inneggianti e plaudenti al Taglio Nuovo Prossimo Venturo. Tutti a fare a gara nel suggerire il Taglio Più Grande, il Taglio Più Spettacolare, il Taglio che possa far entrare il fortunato nel Guinness dei Primati dei Tagli Suggeriti Ancorché Non Effettuati. Questi tagliatori sembrano anelare ad una nuova spesa tolta come un astinente ad un orgasmo, tanto che verrebbe da interrogarsi sul rapporto sadico che li lega ad una simile pratica.

Chi rompe paga?

Se mentalmente scorriamo i titoli dei giornali degli ultimi due anni, gli anni della Crisi, notiamo come questi tagliatori siano passati da una terminale euforia & lieve preoccupazione (però da accantonare subito, per non sciupar la festa) ad un pressante silenzio, ad un urlare scomposto "che gli Stati mettessero mano al portafogli" per "vivaiddio fare qualcosa che almeno si rendessero utili una volta ogni tanto!", per poi silenziosi e speranzosi, con le dita tutte incrociate, attendere l'esito degli incontri tra Governi e chiedere a gran voce ancora più spesa, ancora piu' soldi per salvare il Sistema, evitare il tracollo, per non finire come palazzi minati alle fondamenta che sbriciolandosi cadono su se stessi, sebbene un attimo prima sembrassero troppo grandi per poter anche solo vacillare.

E adesso questo coro, dopo che i soldi son stati spesi, che le banche son state salvate, che le risorse dei cittadini sono evaporate nel tentativo di domare l'incendio, torna a chiedere, a invocare (ad inveire quasi) nuovi tagli per sanare quei bilanci degli Stati che si son fatti più pesanti per salvare, appunto, con centinaia di miliardi di euro, proprio quelle banche, indecentemente indebitate, che erano il simbolo del nuovo Turbo Capitalismo.

E questi tagli (alle tasse, alle spese, a tutto purché si tagli) cosa andranno a sottrarre ai cittadini? Cosa sovvenziona lo stato che viene tagliato quando si decide di spendere meno per la collettività? Una sola parola, ma più che sufficiente: servizi.

E cosa si nasconde sotto la voce servizi? Tutto quello che lo Stato dà a noi cittadini sotto forma di aiuto, agevolazione, esenzione: asili, mense, sanità, scuola, ecc. E chi è che maggiormente trae beneficio da questi servizi? È presto detto.

Chi ha e chi non ha

Prendiamo il guadagno mensile di un cittadino e vediamo a che percentuale del suo introito corrisponde il servizio erogato...in parole povere una mensa meno cara, il tempo pieno a scuola, i trasporti a costo calmierato potrebbero costare allo Stato, diciamo, circa 200 euro mensili. Ecco, se guadagno 1.000 euro al mese, per me questo aiuto equivale al 20% 1 del mio stipendio mensile.

Prendiamo invece qualcuno di abbiente, un professionista affermato o un piccolo imprenditore, diciamo una persona che guadagni dieci volte più di me, una cifra attorno ai 10.000 euro mensili (non definirei queste persone ricche, ma diciamo benestanti). Per questa persona le cose sono un po' differenti tanto che il taglio incide per il 2% 2.

Per cui il taglio dei servizi dello stato incide su di me che guadagno 1.000 euro al mese per il 20%, mentre incide su una persona benestante per il 2%: su di noi dunque incide dieci volte tanto, il 1.000% in più! Una differenza notevole, senza parlare poi di chi ricco lo è davvero.

Ma facciamo un passo avanti.

Mettiamo che io debba pagare un affitto mensile, diciamo 400 euro. A questo punto me ne resteranno disponibili per spese, bollette, la vita in generale circa 600.

Se faccio nuovamente i calcoli vedrò che adesso i tagli dello Stato incidono su quella che è la mia reale capacità di spesa, assolto l'obbligo imprescindibile di pagarmi il tetto sulla testa, per un pesantissimo 33% 3, un terzo...200 euro sembrano pochi per lo Stato, ma diventano molto importanti per me!

Cosa succede al nostro benestante se applichiamo la stessa formula? Supponiamo lo stesso affitto, anzi qualcosa in più 700 euro: sul professionista il taglio incide sempre per il 2% 4.

Praticamente per lui la situazione resta identica. Adesso la differenza tra me e lui è 33% contro 2%: l'impatto che ha su di me il taglio ai servizi è quindi del 1.650% in più!

Capite dunque come questi tagli che colpiscono la popolazione, colpiscono si tutti, ma non su tutti hanno gli stessi effetti. Il tentativo è sovente quello di collegare la parola tagli al miglioramento della finanza pubblica, nascondendo dietro questo schermo il peggioramento delle condizioni di vita dei cittadini che simili scelte sempre comportano.

Il risultato che si ottiene (e a volte verrebbe da chiedersi se sia proprio casuale) è quello di ampliare il divario tra chi ha e chi non ha e, in una vicenda come quella italiana, con uno stato sociale per larga parte assente (quello che ti sostiene economicamente fino a quando non trovi un nuovo lavoro) e un livello dei salari tra i più bassi d'Europa 5, queste scelte provocheranno "morti e feriti" soprattutto in una precisa metà del campo.

Uno spettro si aggira per l'Europa?

La distribuzione della ricchezza, sempre più nelle mani di pochi, porta con sé il problema di chi ha beneficiato della globalizzazione e cosa abbiamo guadagnato nell'avere beni di consumo a prezzi inferiori se questo ha coinciso con la perdita di diritti sul lavoro, con la precarietà, con la perdita del potere di acquisto e con stipendi più bassi. È un chiaro segnale che qualcuno ha di sicuro guadagnato dallo spingere il mondo in questa direzione. E qualcun altro no.

Alla London School of Economics, a Londra, nel cuore della Finanza Europea e Mondiale, è quotidiana la riflessione sul Capitalismo, sui suoi eccessi, sugli effetti del liberismo, sulla mancanza di regole adeguate (e di chi adeguatamente le faccia rispettare), su cosa si può e su cosa si deve fare per non trovarci nuovamente sull'orlo dell'Armageddon Finanziario. Ci si interroga dunque sul sistema stesso: non solo ciò che è nella scatola dunque, ma la scatola stessa è sotto osservazione, per non dire sotto accusa. La si accusa di essere diventata, alla fine, una trappola per topi.

Avete sentito echi di questo dibattito in Italia? Chiunque tenti una simile riflessione viene tacciato di Comunismo, come se Marx non fosse in questo momento il filosofo/economista più riletto e citato del globo, nel tentativo di recuperare strumenti interpretativi che si diceva fossero oramai inutili e che invece sembrano oggi apparire più acuminati che mai. E questo perché la lotta ideologica è meno pressante fuori dai nostri confini. Dove nessuno vuol resuscitare il comunismo, ma dove ci si rende conto sempre più che il Sistema ha dei problemi e che ignorarli è una scelta che la prossima volta potremmo non essere così fortunati da poter raccontare.

Da noi, invece, hanno posto solo gli economisti liberisti, quelli con una soluzione, sempre la stessa, buona per tutte le stagioni, la cui ricetta per potersi insediare nelle menti di chi potrebbe ricevere solo svantaggi dalla sua attuazione, deve essere ripetuta come un mantra, costante, ossessiva: tagliare, privatizzare, liberalizzare, tagliare, privatizzare, liberalizzare. Questa è la strada lastricata d'oro. Dove però per liberalizzare, in Italia, si intende non introdurre più mercato, ma togliere diritti ai lavoratori. Dove per privatizzare, in Italia, si intende vendere monopoli pubblici ai privati. E dove per tagliare, in Italia, si intende togliere i servizi ai cittadini e costringerli a pagarli di tasca propria.

Le colpe

Economisti che dopo un periodo di silenzio a capo chino, tornano fuori, ancora non baldanzosi come prima, ma sempre con la stessa teoria, sempre con la stessa prospettiva, come i più frusti dei trinariciuti comunisti, sempre obbedienti, sempre fedeli alla linea, nonostante l'evidenza.

Per loro l'unica via praticabile è la distruzione sistematica dei diritti acquisiti, in una corsa al massacro verso il basso. Un ballo che non si può fermare dove i disperati saranno costretti a ballare e ballare e ballare perché solo i più forti resisteranno e potranno alla fine ottenere qualche briciola e gli altri cadranno stremati e sfiancati come bestie da soma sotto un sole che non conosce pietà.

E un giorno, tuttavia, anche loro dovranno essere chiamati a rendere conto pubblicamente, in un dibattito aperto e senza reticenze, del sangue che gli imbratta le mani: che le loro teorie hanno rovinato la vita di milioni di persone e se non hanno personalmente premuto il grilletto, le loro armi teoriche hanno dilaniato carni vive e vere.

Viene da chiedersi a volte se qualcuno si ricorda che la società è fondata su di un patto tacito e non vi è scritto da nessuna parte che i cittadini debbano accettare la perdita di diritti, il peggioramento della qualità di vita, la perdità di prospettive senza colpo ferire, in silenzio, immolati alla causa del Capitalismo Globale che renderà i suoi favori solo ai Sacerdoti del suo culto: che non si è mai visto un dio preoccuparsi dell'animale ad egli offerto in sacrificio.

Ricordate che un vitello è un vitello è un vitello. Niente più di quello e ce ne sono molti. Tutti sacrificabili. Tutti uguali.


Note
  1. ^cioè: 200/(1.000/100)= 20% - la formula è [spesa servizi / (reddito disponibile / 100)]
  2. ^cioè: 200/(10.000/100)= 2%
  3. ^cioè: 200/(600/100)= 33,33%
  4. ^cioè: 200/(9.300/100)= 2,15% 
tratto dal blog a naked view   http://www.anakedview.com/liberiamoci_dei_liberisti.html

venerdì 16 luglio 2010

Indice di povertà

Ed è un sistema che regge, e che andrà implementandosi. Si arricchiranno sempre più i ricchi e si impoveriranno e ammaleranno sempre più gli sfigati. Un disoccupato che tenta il suicidio ma viene salvato contro la sua volontà, è un ottimo consumatore forzato di strutture e psicofarmaci. Serve il sistema meglio di un impiegato modello. Suo malgrado. Quindi l'oligarchia di criminali che governa parlamento ed economia, starà sempre meglio. Chi resiste diventa uno schiavo paleo-medievale, chi non ce la fa, aiuta case farmaceutiche e dottorini di cialtronissima utilità. Lo stesso vale per la violenza contro le donne: è per questo che non si fa niente per evitarla. Serve di sfogo agli schiavi, e ne beneficia il sistema di repressione-spaccio e controllo. Un sistema che, per i nostri sciacalli mafiosi, non fa un grinza.
Hissa H.








Peccato che la povertà comporta rischi di ricatto "politico" ancora più alti, con la conseguenza che il voto lo si vende e lo si compra ancor più facilmente e a buon mercato. Ma in fondo tutti meritiamo qualcosa per essere stati distratti o compiacenti, dimenticando diritti e doveri in cambio di favori di basso profilo. Ergo: i ricchi meritano di essere ricchi e di sopraffare i poveri, e i poveri meritano di essere poveri ed essere sopraffatti dai ricchi.
Io che sono povero, un punticino di gradimento in più lo assegno ai ricchi e ai soprafattori, perchè sono stati i poveri fondamentalmente che ci hanno inflitto tutto quello che stiamo passando per becero tornaconto e se avessero almeno un pò di dignità, anzichè impiccarsi dovrebbero impiccare. Ma sono poveri, anche nella fierezza e nel coraggio e la corda intorno al collo e' il massimo a cui possono aspirare...sempre ammesso che se la possano permettere una che regga bene il peso.

Renzo Coscia 
la gente si vergogna , si demoralizza ,si nasconde ,
perde fiducia , coraggio e crolla ....depressione , suicidio...
gli animali che sopravvivono , uniscono le forze, vanno compatti ....anche gli insetti...
quando le formiche uniscono le loro bocche possono trasportare un elefante...
non si deve accettare di vivere cosi'..
Tinazzi da repubblica.roma.cronache di oggi: BRAVI ROMANI A SCEGLIERE IL PDL...ADESSO SI COMINCIA A PAGARE...ED è SOLO L'INIZIO...
Arriva la tassa sul matrimonio
100 euro per sposarsi in Comune
La giunta Alemanno vara una serie di ulteriori rincari per i romani. Persino il matrimonio civile celebrato in Campidoglio, che i residenti della Capitale non hanno mai pagato, ora costerà 100 euro. Aumentano poi i biglietti di tutti i Musei Capitolini. Un certificato urbanistico passa da 60 euro a 100 euro, per le spese di segreteria di una visura si passa da 12 a 50 euro. Una Dia costava 121 euro mentre ora 250
Paolo B.

mercoledì 14 luglio 2010

L'Italia è morta

Oggi l'Italia è semplicemente quello che gli italiani l'hanno fatta diventare.
Un paese a nostra immagine e somiglianza.
Basta con il solito pensiero ipocrita che sostiene che la maggioranza degli italiani è gente onesta.
È una balla, perché se così fosse ci saremmo scrollata di dosso la classe politica che ci rappresenta già tanti anni fa.
Questo è un paese morto o che ha scelto scientemente come morire, ed in un periodo in cui l'eutanasia è argomento scottante può anche essere un merito, l'unico.
Camillo Andreieri

martedì 13 luglio 2010

Il Vaticano

Il Vaticano ha le mani in pasta dappertutto. Ecco perchè il Papa e la sua chiesa vengono osannati in questo paese mafioso. La vera cupola è il cupolone!
-FUNZIONARI VATICANI, BP E GOLDMAN SACHS-
http://cafedehumanite.blogspot.com/2010/07/funzionari-vaticani-bp-e-goldman-sachs.html
Leggete e diffondete
Erminia S

Il popolo contro

In un Paese dove la logica si è ribaltata, dove la guerra si chiama missione di pace e i morti effetti collaterali, dove i magistrati onesti vengono cacciati e i disonesti promossi, dove le leggi che proteggono i mafiosi vengono spacciate per leggi indispensabili agli italiani, dove faccendieri formano società segrete per sventrare la nazione, dove manager pagati milioni per salvaguardare le imprese le fanno fallire, dove si distrugge il territorio per arricchire le cosche, dove i campi di grano devono lasciare posto a inutili ipermercati e oltretutto costringendo la popolazione a pagarne i servizi. Un mondo dove la conoscenza è diventata inutile e si cancella la ricerca, dove laurearsi non serve perché costretti a non lavorare mai. Tutto si è ribaltato tranne la popolazione rimasta statica, ancorata ad assurda e cieca obbedienza di regole contro, un rispetto per lo Stato a senso unico perché lo Stato disprezza apertamente il popolo. Il popolo non è mutato e da secoli continua a rispettare quelli che considera superiori. E' folle! Non si può continuare a rispettare chi detiene il potere beneficiando spudoratamente sé stesso a danno del Paese. In questo mondo all'incontrario è sacrosantamente giusto rovesciare questo atteggiamento supino e subordinato e prendere coscienza, che non è più accettabile che un pugno di uomini, distrugga la vita di milioni di uomini. E' necessario adeguarsi ai tempi. Non esiste rispettare potenti che disprezzano noi, non esiste che organi di governo depredano il Paese e il popolo resti a guardare. Si impone una rivolta, Il popolo deve imparare a disobbedire a non rispettare quando non si viene rispettati. Essi sono cambiati, adesso tocca a noi cambiare con le buone o con la forza.
IL POPOLO DEVE ESSERE CONTRO LO STATO QUANDO LO STATO E' CONTRO IL POPOLO!

domenica 4 luglio 2010

ABBIAMO TOCCATO IL “FONDO”

Siamo un paese da terzo mondo che dovrebbe chiedere gli aiuti umanitari e non possiamo in alcun modo permetterci di partecipare alla creazione di fondi.
Quando un paese “ricco” (in base a quali parametri non è dato sapere) decide di destinare una parte dei propri soldi alla comunità europea, la casalinga di Voghera capisce che ne abbiamo tanti e tali da poter passare per benefattori.
Le cose – nella pratica – sono completamente diverse. L’Italia come molte nazioni per far fronte a questi impegni, si assume degli oneri che fa gravare ai cittadini, Preleva dalle nostre tasche 100 e ci ritorna 1.
Questo stesso 1 viene messo da parte in attesa delle elezioni politiche; un jolly da giocare al
momento giusto per un pungo di voti e di posti di lavoro. Lavori a progetto, stage, corsi di formazione e altro ancora.
Se molti stati potessero presentare mostrare i loro conti, l’opinione pubblica si renderebbe conto che in europa i soldi non esistono più. I soldi sono scomparsi.
Come del resto è noto a tutti esiste la vendita del debito; del pagherò a rate; della cambiale di Totò e del compri oggi e paghi tra 25 anni .
Questa dei fondi è una presa per i fondelli concome il gioco delle tre carte. Nella prima carta i soldi ci sono, nella seconda ci trovi il simbolo $$$$$ e nella terza un dito medio.
E visto che – come dice Tremonti – i derivati sono tornati a livelli del 2008 un bel mantra ci potrebbe stare:
“NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO….FORSE! “
OOOOOHHHHHMMMMM!!!!!!!!!!!
Baci

Il malato terminale

Infondo è vero!
Sono almeno 10 se non 20 anni che si sentiva dire
dell'arrivo di una grave crisi economica, e dal
2008 è arrivato soltanto l'aperitivo.
L'italiano non ce la fa più, è un malato grave
che in cuor suo sa di dover morire, e come molti
malati terminali, da un lato si disperano ma
dall'altro non perdono mai la speranza data
dalle frottole di un cura miracolosa last minute.
Ecco il perchè vediamo le spiaggie piene, e il
perchè le persone continuano ad indebitarsi e
non si preoccupano più del futuro, sanno di non
averne uno, e allora che fanno? Si puniscono con
la moderna fustigazione, formata da 30-40 km
di coda sulle maledette autostrade ogni schifoso
e stramaledetto week-end, e la tv ci frantuma la
sacca scrotale ogni cazzarola di venerdì stando
ben attenti a ricordarci che è in atto il solito
esodo di allegri vacanzieri sempre rigorosamente
9 milioni di persone, non 1 in più non 1 in meno.
E ogni volta chi rimane a casa, perchè non ce la
può fare o perchè preferisce risparmiare davvero,
si sente una piccola merda, e allora guarda i
propri cari negli occhi e scandisce la solita
frase: "ok, ma vedrete che a settembre succederà
il peggio, si troveranno le fabbriche chiuse e
faranno la fame, noi invece tireremo avanti
ancora".
Sono passati già alcuni "settembri", ed ogni
anno che passa è logicamente peggiore del
precedente, ma l'aspettazione di chi non ce la fa
più è struggente, come quella di chi continua
a dire che qualcosa deve succedere, che non si
può andare avanti così, o come chi avvisa gli
altri ti stare all'erta, di non farsi prendere
per il culo dalla politica e dalle continue e
spudorate menzogne mediatiche.
A chi patisce, A chi non ce la fa più, A chi si
ha paura, a chi lotta per la verità dico:
L'italia era un grande ventilatore al quale hanno
staccato la spina, non si è fermato di botto, ma
lentamente si sta fermando e non fa più aria.
Riattaccare la spina è gratis, ma siccome il
mondo è basato sul denaro, nessuno si muoverà.
Moreno Corelli

venerdì 2 luglio 2010

Morire prima di andare in pensione

Quello che ancora non riesco a capire,e forse non lo capirò mai  è perchè gli Italidioti nonostante tutte le prese in giro che continuano a propinargli,i vari illustrissimi esponenti dei vari partiti,blu rossi,verdi,ecc...ecc...,non si incazzino veramente,e comincino a capire la loro condizione sociale,una condizione che velocemente sta veleggiando verso la schiavitù totale,che sfocerà inevitabilmente in una guerra tra poveri.Sto parlando del progressivo innalzamento dell'età pensionistica,che ben presto sfocierà in un annullamento della pensione stessa.Prendiamo un ragazzo,che finisce gli studi all'età di 25 anni,e si affaccia al mondo del lavoro,tra stage,contratti interinali,e compagnia bella,ha davanti tre,quattro anni di precariato,e siamo già arrivati a trent'anni  
attualmente ha davanti a se quarant'anni di contributi per andare in pensione,e siamo arrivati a settanta,e questa è una previsione ottimistica.Ma è possibile,che nessuno si accorga di questo futuro che spetta a tutti i nati dopo il 1970?Tutti tranquilli, a faticare e pagare i contributi per mantenere tutti i pensionati andati in pensione a cinquant'anni,tutti ad ammirarsi il tv al plasma,vantandosi con gli amici,e tutti a fare a gara per scoprire quale telefonino sia più alla moda.Purtroppo,tutte queste persone si accorgeranno troppo tardi di quello che gli capiterà in futuro,quando verranno meno i veri ammortizzatori sociali,cioè i genitori,e quando senza più genitori, vecchi ,stanchi e ammalati,all'età di sessantanove anni,non avranno ancora diritto alla pensione,sempre che nel frattempo non subentrino periodi di disoccupazione,e sempre che il requisito alla pensione rimanga ai quarant'anni di contributi.(cosa poco probabile).Praticamente nei prossimi quarant'anni si compierà il disegno ben studiato e voluto da qualcuno,per farci lavorare fino alla morte.

giovedì 1 luglio 2010

Beppe Grillo commenti

Gli italiani sono i colpevoli, non tutti, ma la maggioranza assoluta certamente sì. Meritano quello che hanno e forse anche di più."
io sono oramai ANNI che ho realizzato che il mio vero nemico non è nè B. nè i suoi compagni di merende, e nemmeno la mafia, la camorra, la peste, le cavallette, le carestie, la chiesa...
no, nessuno di questi.
il mio nemico è l'IGNORANZA e la BECERAGGINE DI QUESTO POPOLINO DI INVERTEBRATI.
se non siete d'accordo fatevi un giro nel weekend in una spiaggia affollata a scelta e appizzate le orecchie.
sentirete dei discorsi che con la cultura, la civiltà e l'intelligenza non hanno NIENTE A CHE SPARTIRE...cellulari...ricariche e promozioni...l'abitino griffato, il plasma il calcio e l'anima de li mejo mortacci loro.
davide lak (davlak)


A leggere questo blog, si capisce perche' gli italiani si sono consegnati mani e piedi ad un mercante mafioso e piduista.
Sono un popolo incapace di intendere e volere
...
Perche' l'italiano di destra e' cosi' coglione?
Perche' se l'italiano di destra ascolta Scajola quando dice di avere avuto la casa gratis senza saperlo, egli ci crede, ci crede davvero?
Perche' un finlandese conservatore si sentirebbe offeso a tal punto da andare a bruciare quella casa di merda, se fosse un elettore di Scajola, mentre l' italiano di destra non fa una piega?
Perche' l'italiano si' e il finlandese no?
Perche'?
Perche' l'italiano di destra ha perso il senso del ridicolo ?
---
Perche' l'italiano di destra ha cosi' scarsa considerazione di se' ?
Perche' se ascolta una mezza calza come Brancher, quando dice "io sono una persona semplice, abbiamo perso i mondiali e se la prendono con me..", l'italiano di destra non fa una piega?
Perche' non si chiede "io mi merito questa gente?"
Perche' uno spagnolo reagirebbe in modo completamente differente, pretendendo governanti migliori, o almeno piu' intelligenti, che almeno non facciano figiure di merda?
Perche' l'italiano di destra ha cosi' poco rispetto per se stesso, e non chiede di piu' ?
Perche' ?
....
Perche' l'italiano di destra e' cosi' stronzo ?
Perche' un italiano si' e un inglese no ?
Perche' un inglese non voterebbe mai uno Scajola, o un Previti, o un Cuffaro ?
Perche' ?
....
ah, si', la lega, i leghisti, me li ricordo.
Nei mitici anni 90 nel mio paese, volevano il parco dei celti. Una capanna con un pupazzo con l'elmo e le corna.
Poi hanno puntato in alto, hanno voluto l'aeroporto piu' inutile del mondo.
Intanto la loro padania del cazzo si e' riempita di svincoli, ponti, rotatorie, tangenziali intorno a cascine, centri commerciali pieni di stronzi che votano berlusconi e sbavano per un mega TV a 45 pollici...
ah gia', il loro amore per le "tradizioni"...
patacche.
el picafior
Fabrizio G (el picafior) 30-06-10
tinazzi ., Albano Laziale                                                                                                                                                                                                                                   

mercoledì 30 giugno 2010

Lizzie storia Velasquez (la ragazza che deve mangiare ogni 15 minuti per rimanere in vita

APPELLO DI MOBILITAZIONE CONTRO IL RAZZISMO E LA VIOLENZA SUL LAVORO!



Ieri, martedì 29 giugno, una lavoratrice migrante della Pollo Del Campo, Ba 
Madame, impiegata nello stabilimento da 6 anni, regolarmente assunta e 
residente in Italia, è stata insultata, spintonata, percossa e non ultimo 
offesa profondamente sputandole addosso, dal direttore della fabbrica, dopo che 
il caporeparto l’aveva accompagnata nell’ufficio del dirigente per un richiamo.

Non è di certo una novità che sul posto di lavoro si consumino atti di 
spregevole razzismo e atteggiamenti fascisteggianti nei confronti dei 
dipendente che vengono visti, oggi più che mai, come i servi costretti da un 
sistema dissanguante, a subire condizioni di lavoro e di vita disumane, pur di 
sopravvivere, o di restare in questo paese, o di non finire in un lager di 
stato (CIE), non è una novità ma non deve per questo diventare abitudinario 
chinare il capo contro queste porcate!

Da Rosarno a Pomigliano, da Milano a Santa Sofia, lo sfruttamento dei padroni 
si fa sempre più esplicito, arrogante, umiliante e incontrastato, perchè anche 
quelle forze che politicamente credevamo ci potessero sostenere (sindacati, 
opposizione) sono, alla meglio, silenziosi spettatori, alla peggio, complici 
del sistema di persecuzione dei lavoratori, in un ottica di asservimento 
totale, senza colore politico, delle masse povere e dimenticate da tutti.

Oggi a Ba, domani potrebbe accadere a te!! E se non ci fosse nessuno a gridare
con te la rabbia, la necessaria sete di giustizia, il dignitoso desiderio di un 
riscatto??!! NON CADIAMO NELL’INGANNO SUBDOLO DEI POLITICANTI CHE CI VOGLIONO 
DIVISI, IN GUERRA TRA POVERI: LA CAUSA DELLA POVERTà CRESCENTE, DELL’
IMMIGRAZIONE, DELLA DISOCCUPAZIONE NON SONO I MIGRANTI, è IL SISTEMA ECONOMICO 
CREATO, SOSTENUTO, ESPORTATO, DIFESO DAI “GRANDI DELLA TERRA”!! QUELLO è IL 
VOLTO DEL NEMICO, IL VOLTO DEI LAVORATORI MIGRANTI è IL VOLTO DEI NOSTRI 
FRATELLI E SORELLE.

Sabato 3 luglio, alle 11:45 ci troviamo al parcheggio dello stadio di Forlì, 
per partire insieme (lavoratori, migranti, italiani, studenti: popolazione 
civile senza etichette) e raggiungere lo stabilimento della Pollo Del Campo per 
un presidio di protesta, volantinaggio, sostegno a tutti/e quei lavoratori e 
quelle lavoratrici che subiscono quotidianamente ricatti, condizioni di lavoro 
durissime, umiliazioni e per timore del licenziamento tacciono di fronte a 
tutto.

Collettivo Autorganizzato di Solidarietà.
Per info: HYPERLINK "mailto:lab.immaginista@autistici.org" lab.
immaginista@autistici.org – HYPERLINK "mailto:agif.forli@yahoo.it" agif.
forli@yahoo.it 


DIFFONDETE!!!!!!!
CI VEDIAMO ALLE 11 E 45 SABTO 3 LUGLIO AL PARCHEGGIO DELLO STADIO!!!
LA SOLIDARIETà è UN'ARMA:USIAMOLA!!

lunedì 28 giugno 2010

Aiuto....sono un invalido!

Con la tanto discussa manovra economica,della quale tutti i falsi media di parte stanno dando risalto in questi giorni,il governo ancora una volta si attacca dove è più facile attaccarsi ,dicendo che la fetta più grossa della manovra l'avrebbero pagata i falsi invalidi e gli evasori.Ma secondo la mia modesta opinione,la manovra la pagheranno gli invalidi veri,già relegati a livello di straccioni,con un trattamento economico della bella cifra di 254 euri tondi,uno dei trattamenti più basso del mondo.Perchè colpirebbe i veri invalidi?perchè con l'innalzamento della soglia percentuale dall'attuale 74 per cento all'85 per cento,non solo non avrebbe alcuna influenza sui falsi invalidi,ma punirebbe tutte quelle persone che lavorano onestamente,che a causa  di una malattia,vengono espulsi dal mondo del lavoro,e in molti casi non raggiungerebbero la soglia minima,venendo di fatto accollati esclusivamente sulle già  disastrate finanze della famiglia.Significa che queste persone sarebbero troppo malate per lavorare ma non abbastanza  per essere assistite economicamente dallo stato.Il risparmio dello stato sarà assolutamente irrilevante,ma per gli interessati sarà una perdita devastante.Per quanto riguarda la lotta all'evasione è da quando sono nato che ne sento parlare,ma continuo a vedere gente che non rilascia la fattura,gente con conti esteri ,e pensionati che continuano a lavorare in nero.

Legge bavaglio: il 1 luglio manifestazione nazionale

"L’ultimo grido della moda-bavaglio è quello enunciato dal senatore Centaro a Lilli Gruber: il divieto di pubblicare intercettazioni è un favore fatto ai giornalisti, per incitarli a quelle belle inchieste di una volta, rinunciando al «copia e incolla» giudiziario che li avvilisce professionalmente. Insomma, lo fanno per il nostro bene, come dicevano un tempo i genitori maneschi tirando sberle.".
(da L`Unità: "Bavaglio? un favore ai giornali")

E intanto che ci tocca sentire queste cose possiamo iniziare a prepararci alla manifestazione che si terrà il 1° luglio a Roma. Si tratta di una grande mobilitazione per dire no al disegno di legge Alfano, che ostacola il lavoro di magistrati e giornalisti e rende i cittadini meno sicuri e informati.

Un’iniziativa a difesa della Costituzione, per dare voci ai tanti soggetti e temi che rischiano l’oscuramento.

L’appuntamento è per giovedì 1° luglio alle ore 17.00 a piazza Navona.

Il volantino è qui: http://www.nidil.cgil.it/files/20100701_Volantino_LibertaInfo.pdf
GO ARTICOLI

Fonte :

IL DIRITTO AMBIENTALE NELLA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI UMANI? FIRMA ANCHE TU!


ROCK INSIDE non-profit lancia la raccolta firme per chiedere alla comunità internazionale di inserire il “Diritto Ambientale” nella Dichiarazione Universale delle Nazioni Unite del 1948.
Ecco l’appello:
 per favore, firma la petizione di ROCK INSIDE per l`introduzione del Diritto Ambientale nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle U.N. del 1948.  Entro la fine dell’anno, faremo pervenire la richiesta alle Nazioni Unite di New York.
 Lo hanno già chiesto in un video per ROCK INSIDE : Claudio Baglioni, Sergio Muniz, Tiziano Ferro, Lilli Gruber, Massimo Ranieri, Gigi Proietti, il premio Nobel per la pace Lech Walesa, Maurizio Costanzo (www.youtube.com/watch?v=uAB0ofxeUyI).
UNISCITI A NOI! ANCHE IL TUO CONTRIBUTO E` IMPORTANTE!
 Manda una mail a: info@rockinside.it con scritto: "Sottoscrivo la petizione del "Permanent Forum for Environmental Rights" di ROCK INSIDE non-profit per l`introduzione del Diritto Ambientale nella Dichiarazione Universale delle U.N. del 1948 - Acconsento al trattamento dei dati personali ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. n. 196/2003, e successive modifiche ed integrazioni." INDICARE IL PROPRIO NOME, COGNOME, E CITTA` DI RESIDENZA. GRAZIE.
 Ti preghiamo di far girare più possibile questo messaggio.

 Lo staff di ROCK INSIDE
 independent non-profit organization
 www.rockinside.it

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Fonte :  

Chicca

MERCATO LIBERO

MERCATO LIBERO

domenica 27 giugno 2010

Lucciole sì, ma non più schiave: proposta l’abrogazione della legge Merlin

Posted in Bazzecole - notizie e articoli
prostituzioneEra il 20 settembre 1958 quando, con l’entrata in vigore della legge Merlin, in Italia venivano definitivamente chiuse le case di tolleranza. La serrata dei bordelli era diretta conseguenza dell’abrogazione della regolamentazione della prostituzione che, ereditata dalle varie legislazioni preesistenti all’Unità, era stata adottata dal neonato Regno d’Italia nel 1860.
Nonostante gli intenti originari di Lina Merlin, senatrice socialista e ideatrice della legge, fossero quelli di sferzare un duro colpo allo sfruttamento della prostituzione, la chiusura dei ‘casini’ ha sortito un effetto contrario ai suoi desideri, agevolando la pratica dello sfruttamento che poi, negli ultimi 10-15 anni, è esplosa grazie al fenomeno dell’immigrazione.
Dal 1948, anno in cui la Merlin presentò il suo primo disegno di legge, ad oggi, il numero stimato di prostitute è passato da 3mila a 70mila e la prostituzione è diventata un giro di affari miliardario a uso e consumo della criminalità organizzata. Le schiave del sesso, sfruttate dai loro aguzzini, non hanno alcuna tutela né giuridica né sanitaria, con conseguenze che possono essere devastanti per tutta la popolazione, visto che si parla di un giro di 9 milioni di ‘clienti’. Ma intanto è salva, secondo la formula ‘vizi privati e pubbliche virtù’ che tanto piace nel nostro Paese, la morale di uno Stato che non si sporca le mani a legiferare sul mestiere più antico del mondo. Come dice Mara Carfagna, ministra delle Pari opportunità e novella puritana, “Lo Stato non può sostituirsi allo sfruttatore in questo losco mercato”. E dunque, lasciamo le prostitute in balia di criminali senza scrupoli, magari malate e drammaticamente sole.
In piena ottica demagogico-bigotta, è stata proprio la ministra a proporre regole più ferree per la prostituzione in strada, ignorandone completamente, come se non esistessero, i drammatici  retroscena. Imponendo alle prostitute un abbigliamento più ‘casto’, avrebbe risolto il problema delle lucciole metropolitane. L’importante è che la nostra vista, quando passeggiamo, non sia oltraggiata da seni e sederi in bella mostra. Ciò che comunque accade a una qualsiasi di quelle ragazze, che sembra aspettino l’autobus e invece sono in attesa del prossimo ‘acquirente’, non è materia su cui lo Stato debba intervenire.
Neanche l’argomento economico pare smuovere più di tanto le coscienze, eppure l’indotto per lo Stato sarebbe tutt’altro che irrilevante. Un guadagno per l’Erario e, contemporaneamente, una formidabile stoccata alla criminalità organizzata, con buona pace di principi morali che, la storia dell’umanità insegna, sarebbero sempre e comunque disattesi.
Ma qualcosa si sta finalmente muovendo, e ciò che più rincuora, da rami diversi del Parlamento.
Due le proposte in campo al momento. Lucio Malan, senatore del Pdl, propone un emendamento alla Manovra finanziaria e Donatella Poretti e Marco Perduca, senatori radicali, propongono sia un emendamento alla Manovra sia un disegno di legge.
Lina MerlinI punti cardine delle proposte, molto simili, sono l’abrogazione della legge Merlin, il riconoscimento di servizi sessuali consenzienti e remunerati tra persone maggiorenni, il controllo sanitario delle persone e dei luoghi in cui si esercita, l’assoggettamento delle prestazioni al regime fiscale vigente per le libere professioni e la copertura pensionistica delle ‘lavoratrici’.
A questi, Malan aggiunge anche la tutela della libertà della persona che si prostituisce e l’obbligatorietà del preservativo nei rapporti mercenari.
Linee semplici e chiare, che partono da un principio scontato: chi si prostituisce per propria volontà lo farà sempre e comunque, qualsiasi sia la legislazione vigente in merito. Che lo faccia, allora, sotto tutela legislativa e sanitaria e che paghi le tasse allo Stato come un qualunque altro lavoratore.
E’ ovvio che la regolamentazione della prostituzione non sia la panacea del mercato nero del sesso. Ma questo è un problema italiano che va  ben oltre il riconoscimento del ‘mestiere’: il lavoro nero prospera in ogni settore e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo è lontano dall’essere abolito, almeno nel nostro Paese. Basti guardare ai recenti fatti di Rosarno per rendersene conto. Un Paese come il nostro, le cui attività economiche sono spesso controllate dalle organizzazioni mafiose, avrà sempre di questi problemi a meno che non si tolga alla criminalità organizzata il pane stesso di cui si nutre: la clandestinità. E questo vale per l’immigrazione, la prostituzione e il traffico di stupefacenti.
Ma non è solo il giogo criminale, e lo sappiamo bene, l’unica causa del lavoro nero. Una volta regolamentata la prostituzione, non ci sarà alcuna garanzia che le prestazioni si svolgano con debita ricevuta. Ma non è già così per mille altri mestieri, dal dentista all’idraulico passando per la collaboratrice domestica? Il problema del lavoro nero, per sfruttamento o per comodità, è generalizzato e appartiene a un’altra sfera, attenzione a non confonderle.
Per chi afferma, invece, che tassare la prostituzione significhi accettarla moralmente, riportiamo la replica dello stesso Malan: “Qualche anno fa abbiamo messo una sovrattassa sul materiale pornografico: vuol dire che lo riteniamo attività meritoria? Oppure: perché lo Stato non si fa problema alcuno nel gestire casinò e un numero imbarazzante di giochi d’azzardo – dal lotto, al gratta e vinci, alle macchinette mangiasoldi – che rovinano migliaia e migliaia di famiglie?
Insomma, la morale conta poco. Esiste un problema enorme legato allo sfruttamento, uno, non meno rilevante, legato alla prevenzione sanitaria e uno legato all’ingente movimento di capitali clandestini. Dato per acclarato che la prostituzione esisterà sempre e comunque in barba a ogni possibile repressione, esiste altro modo per combattere efficacemente questi fenomeni se non la legalizzazione?
Nell’attesa della discussione parlamentare, attendiamo fiduciosi gli strali vaticani, ai quali seguiranno quelli politici dei quali la ministra Carfagna ci ha già dato un assaggio. O forse la Chiesa, troppo impegnata a leccarsi le ferite per il dilagante perdurare della piaga pedofilia, stavolta avrà almeno il buon gusto di farsi i fatti propri?
Cecilia M. Calamani
fonte/autore [ Cecilia M. Calamani - cronachelaiche.it ] | 27 Giugno 2010

sabato 26 giugno 2010

Il Comune Virtuoso messo fuori legge


Il Comune di Camigliano, in provincia di Caserta, è stato commissariato perché troppo virtuso nella raccolta differenziata dei rifiuti. Sembra un paradosso ma purtroppo è la dura realta.
Antonio Cianciullo, giornalista ambientale di Repubblica nel suo blog ripercorre la cronistoria. "Il sindaco di Camigliano, un comune di 1800 abitanti della provincia di Caserta a nord del Volturno, da alcuni mesi ha avviato la sua contestazione alla legge 26 del 2010 che affida alle società provinciali della Campania la gestione del ciclo dei rifiuti. Un paio di mesi fa il primo cittadino Vincenzo Cenname, in una lettera indirizzata al prefetto di Caserta, spiegava “il comune di Camigliano ha da sempre gestito in forma diretta il servizio della raccolta differenziata avvalendosi di personale e mezzi propri”. La validità di questa scelta ha dato i suoi frutti: nel piccolo comune si è raggiunta un’alta percentuale di raccolta differenziata, senza dover aumentare la Tarsu e liquidando tutte le spettanze con debiti uguale a zero.

A Camigliano la raccolta differenziata è al 65 per cento, ben sopra gli obiettivi di legge. Si fa il compost e si recuperano gli olii usati. La tariffa rifiuti è bassa. Si usano i Led per una parte dell’illuminazione pubblica. E’ stata bloccata una cava abusiva e arginata la cementificazione. Insomma gli abitanti di questo paese possono essere soddisfatti.

Come denuncia l’Associazione dei Comuni virtuosi, per affrontare la cosiddetta emergenza rifiuti in Campania il governo ha emanato una legge specifica per la regione che, in buona sostanza, impone a tutti i Comuni di cedere la gestione della raccolta e smaltimento dei rifiuti a consorzi provinciali. Questo senza nessuna distinzione tra Comuni efficienti e non, tra chi spreca e chi risparmia, tra chi gestisce direttamente e in modo efficace e chi specula e sperpera denaro pubblico. Il risultato è che Vincenzo Cenname, sindaco di Camigliano, dovrà lasciare il posto a un commissario e che i cittadini del paese rischiano di spendere di più. A meno di un ripensamento dell’ultima ora dettato dal buon senso. Evento raro, ma non impossibile.

Durissima la lettera di Marco Boschini, coordinatore dei Comuni Virtuosi, che si dice "profondamente preso in giro, amareggiato".

Camigliano ha dato il buon esempio fino a questa mattina, quando il Prefetto di Caserta, e quindi lo Stato, ha deciso che nella provincia con la più alta densità di istituzioni colluse con il sistema camorristico, fosse giunto il momento di sciogliere il consiglio comunale e mandare a casa il sindaco più virtuoso dell’intera Campania.

"Provo una gran vergogna, nel mio piccolo" scrive Boschini sul blog dei Comuni Virtuosi "ad essere parte integrante di quello stesso Stato che si permette di compiere una nefandezza del genere".

L'arcivescovo di CostantiNapoli



Alla notizia del cardinale di Napoli, Mons. Sepe indagato, a San Gennaro gli si è gelato il sangue...

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certo che è raro che venga indagato un ecclesiastico per un reato che non sia sessuale.

Fonte:http://antologiadiunpaesedegradato.blogspot.com/

venerdì 25 giugno 2010

MONDO LIBERO-Guadagnare senza Padroni: La delusione

MONDO LIBERO-Guadagnare senza Padroni: La delusione: "A quanto pare,i superpagati Dei del calcio italiano,in questo primo scorcio di mondiale,ben hanno rappresentato il nostro Paese,in quanto a ..."

Come scritto in precedenza,mi auspicavo che l'Italia,fedele specchio anche nel calcio di un paese allo sfascio,tornasse a casa,ma non per mancanza in me di spirito patriottico,(non mi sento più un italiano),e questo già da parecchio tempo,ma quanto perchè oramai il nostro paese è debole,nei principi e negli ideali,qui la gente non crede più in niente,e di conseguenza non ci hanno creduto neanche i nostri calciatori.E' finita.